- Una
voce
-
-
- Mente,
che più veloce della luce
- trascendi
il tempo e c'indichi la via,
- chi,
misteriosamente ti conduce,
- e in
te produce il fuoco dell'idea,
- del
sentimento, della congettura,
- il
ricordo struggente, l'impazienza;
- chi
genera il coraggio la paura,
- il
desiderio, il sogno la coscienza?
- Qual
algoritmo, qual arcano genio,
- fuori
dal tempo e dallo spazio crea?
- Chi
di broccati, d'oro e calcedonio
- orna
l'eliso e muove la marea
- dell'universo,
di cui sei regina?
- Un
pover uom son io, che cerca lumi,
- in
bilico, avanzando sulla china
- del
tempo mio, che se ne va in frantumi.
- Vero
è, che ad immagine e somiglianza
- di
chi così ti volle tu sorgesti:
- fragile,
molle, immensa, conoscesti
- lo
smarrimento, il duolo la speranza.
-
- Così
pensavo camminando, ieri,
- su e
giù, per un sentiero di collina
- e si
levava già, da quei pensieri,
- un'inquietudine,
quasi una pena;
- quando
un bisbiglio, un canto, o non so cosa,
- mi
coglie di sorpresa ed allontana
- di
colpo, quella folla fastidiosa
- di
"rei fantasmi" e tosto mi risana.
- Resto
in ascolto e subito m'è chiaro:
- gli
olivi son, che il babbo amava tanto;
- preso
mi sento, da un ricordo caro
- e ad
un tratto mi par d'averlo accanto
- mio
padre; quasi mi rimproverasse
- quell'elucubrazione
demenziale
- e
dando voce alle sue piante urlasse:
- "Tu
pensi? Ma pensar troppo fa male!.....
- Ascolta
questa voce e lascia al cuore
- l'impegno
di guidarti sulla via
- della
felicità che dà l'amore
- senza
riserve. Vivi la follia
- di
quando te ne stavi rannicchiato
- fra
le mie braccia e non temevi nulla.
- Nulla
sapevi, eppure eri beato!
- Eppure
sorridevi nella culla!
- Eri
felice, allora! Ch'è successo?
- Forse
vuoi metter l'ali al tuo destino?
- Forse
ti senti abbandonato adesso,
- mentre
nel mondo compi il tuo cammino?
- Non
senti tutto intorno a te respira,
- le
stelle brillano nel cielo immenso,
- una
mano gentile a sé t'attira
- e
della vita ancor ti chiedi il senso!!!!!
- Povero,
sciocco, ingrato figlio mio!!!
- Che
posso dirti io, se questo occaso
- a
cui ti volgi incredulo e restìo
- e ciò
che vive vuoi figlio del caso.
-
- Stormivano
gli olivi nella sera
- accarezzati
da una brezza lieve
- ed
io sentiva l'anima leggera,
- rasserenarsi
a quel monito breve.
- Risa
di bimbi ed un vocìo dappresso
- m'hanno
rapito a quell'eremo lieto,
- ne
sono uscito con il mio segreto
- e da
allora non sono più lo stesso.
-
- Andrea
Bocelli